9 brevi cose sulla Commissione antimafia

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In merito agli attacchi del PD alla lista redatta dalla Commissione antimafia, sembra utile questo riepilogo:

1. Sono state inserite nelle liste persone molto discutibili (condannati, indagati, omofobi, neofascisti, ecc.);
2. Da parte del segretario PD è stato detto che nelle loro liste (sono da considerare come proprie anche quelle apparentate perché l’apparentamento richiede consenso) c’erano persone che non avrebbe votato MAI;
3. Non hanno però specificato chi fossero: l’elettore doveva forse “scovarli” da solo?
4. L’antimafia ha redatto la sua lista in cui – con trasparenza – indica casi di candidati che in base al codice etico che gli stessi partiti si sono dati non sarebbero dovuti essere candidati, distinguendo i casi di giudizio pendente, di prescrizione, di assoluzione non definitiva o invece di condanna non definitiva per i reati rilevanti ai sensi del codice stesso. Una lista che non comprende tutti i cosiddetti “impresentabili” perché, ad esempio, se uno è omofobo l’antimafia mica lo dice?
5. In ogni caso che succede dopo che esce questa lista? Si attacca l’antimafia…senza fermarsi neppure un attimo a riflettere se non sia stato commesso qualche errore nel presentare alcuni candidati… Naturalmente è bollata come una “vendetta della Bindi”, alla quale manca la serenità con cui continuamente parlano Carbone e Serracchiani: due campioni della argomentazione pacata, come tutti possono constatare…
6. Una precisazione: siamo per la presunzione di non colpevolezza il rispetto della quale potrebbe comunque consigliare a chi sia sotto processo per alcuni reati (a partire da quelli di mafia) di attendere l’assoluzione per candidarsi, ad esempio.
7. Prescinde dalla questione della presunzione di non colpevolezza la necessità di escludere dalle liste chi sia, ad esempio, omofobo…o neofascista. Ma anche su questo non c’è stata nessuna autocritica da parte dei campioni del nuovismo.
8. Pare che invece il rinnovamento e la “moderazione” oggi passino per la difesa delle candidature più discutibili e l’attacco, come sempre unito al dileggio di qualunque dissenso, alla operazione di trasparenza in base al codice di autoregolamentazione che ha compiuto la commissione antimafia presieduta – horribile dictu – da una “vecchia politica”. Mica da questi esponenti del nuovo come De Luca?
9. Ci sono forze politiche e coalizioni del tutto estranee a questa lista, come quelle che appoggiano Luca Pastorino in Liguria. Attendiamo il solito sprezzante commentatore pronto a bollarle come residuali. Confidando negli elettori per dimostrargli il contrario.