La risposta a quelli che dicono “portateli a casa tua, i profughi”

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Ai raz­zi­sti che “io non sono mica raz­zi­sta, ma”, agli xeno­fo­bi che vedo­no un peri­co­lo anche in don­ne e bam­bi­ni migran­ti e richie­den­ti asi­lo, ai poli­ti­ci fur­bi che sof­fia­no sul fuo­co, ai poli­ti­ci ipo­cri­ti e codar­di che tac­cio­no (quin­di accon­sen­to­no), a chi com­pren­de e non con­dan­na le bar­ri­ca­te e i bloc­chi stra­da­li, a quel­li che mi dico­no “por­ta­te­li a casa tua, i pro­fu­ghi” rispon­do così:
1. L’ac­co­glien­za dei richie­den­ti asi­lo è un dove­re giu­ri­di­co che discen­de dal­la Costi­tu­zio­ne (artt. 2, 3, 10) e dal­le Con­ven­zio­ni internazionali;
2. Come acco­glie­re lo sta­bi­li­sco­no le leg­gi: rispet­ta­te­le se vole­te con­ti­nua­re a vive­re in uno sta­to di diritto
3. Le risor­se spe­se per l’ac­co­glien­za dei pro­fu­ghi sono fon­di pub­bli­ci a desti­na­zio­ne vin­co­la­ta, di ori­gi­ne euro­pea e non si pos­so­no spen­de­re per altre finalità
4. La lot­ta alla pover­tà (di ita­lia­ni e stra­nie­ri rego­lar­men­te sog­gior­nan­ti) si com­bat­te con risor­se pub­bli­che (per esem­pio, facen­do paga­re l’im­po­sta sul­la pri­ma casa a chi se lo può per­met­te­re e non toglien­do­la a tut­ti indi­scri­mi­na­ta­men­te; per esem­pio, evi­tan­do di spal­ma­re gli 80 euro su tut­ti, anche su chi non ne ha biso­gno) e buo­ne poli­ti­che socia­li (dirit­to alla casa, tute­la sani­ta­ria, soste­gno alle fami­glie nume­ro­se, red­di­to mini­mo garan­ti­to, ecc.)
5. Il sot­to­scrit­to e la sua com­pa­gna, che han­no già 3 figli, 2 anni fa han­no accol­to in casa un mino­re stra­nie­ro non accom­pa­gna­to. Quel­lo che dico, lo pra­ti­co. Con coe­ren­za. Lo stes­so segre­ta­rio del mio par­ti­to, Pip­po Civa­ti fu l’u­ni­co poli­ti­co, inter­pel­la­to dal­le Iene, ad acco­glie­re vera­men­te in casa sua un richie­den­te asi­lo e ad aiu­tar­lo fino al rico­no­sci­men­to del­lo sta­tus di rifu­gia­to. Quel­lo che Pos­si­bi­le dice, fa. Con coerenza.
6. Ieri alla Came­ra abbia­mo annun­cia­to la dispo­ni­bi­li­tà di Pos­si­bi­le, dei nostri iscrit­ti e mili­tan­ti ad acco­glie­re una del­le don­ne rifiu­ta­te da Gori­no insie­me al suo bam­bi­no. Un pic­co­lo gesto ripa­ra­to­re, con­cre­to e sim­bo­li­co, per difen­de­re i valo­ri di soli­da­rie­tà scrit­ti nel pat­to repub­bli­ca­no e costituzionale.
7. La poli­ti­ca ha il dove­re di col­ti­va­re la cul­tu­ra del­l’ac­co­glien­za e di non fomen­ta­re con­flit­ti socia­li pericolosi.
8. Il model­lo giu­sto e vir­tuo­so di acco­glien­za dif­fu­sa e soste­ni­bi­le esi­ste già ed è lo SPRAR gesti­to da mol­ti Comu­ni ita­lia­ni: la buo­na pro­gram­ma­zio­ne crea ric­chez­za e sicu­rez­za nei ter­ri­to­ri, l’e­mer­gen­za aggra­va la mar­gi­na­li­tà socia­le e acui­sce i conflitti.
9. Tut­to il resto è un gio­co spor­co e peri­co­lo­so, che paghe­ran­no solo i più pove­ri e indi­fe­si: ita­lia­ni e stra­nie­ri, in que­sto caso sen­za discri­mi­na­zio­ni a paga­re insie­me i dan­ni del­la cat­ti­va politica.

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