guerra

Arrivano i ringraziamenti anche di ONSUR, con tanto di fotografia dell'ambulanza finanziata grazie alla raccolta fondi promossa da Possibile. Ma non ci fermiamo, e rilanciamo con due nuovi progetti, anche ora che i riflettori dei media non sono più puntati sulla Siria.
Arrivano i ringraziamenti da parte di ONSUR e di Mediterranean Hope per i primi due progetti finanziati grazie alle donazioni raccolte da Possibile. Come sapete, abbiamo deciso di non fermarci qui, ma di rilanciare con due nuovi progetti! Partecipate anche voi.
Con la campagna #SaveAleppo abbiamo finanziato i primi due progetti, di cui diamo rendicontazione. La nostra campagna prosegue, per garantire acqua sicura e pulita a un orfanotrofio e pacchi alimentari a cento famiglie. Partecipa anche tu!
Chiuso il finanziamento di una ambulanza e dei corridoi umanitari, torniamo in campo con due progetti, per fornire acqua sicura e pulita a un orfanotrofio che ospita 45 bambini e 7 vedove, e l'acquisto di cento pacchi famiglia.
Dato che l'emergenza non è finita, continueremo a sostenere campagne di aiuto diretto dei civili. Vi invitiamo a partecipare direttamente anche alla scelta, suggerendoci progetti che abbiano queste caratteristiche con la maggior quantità di dettagli possibili (rispetto agli operatori, ai beneficiari, ai contatti da tenere e sviluppare).
In risposta alle terribili notizie che, nelle ultime ore ancora di più, arrivano da Aleppo, chiediamo alle istituzioni e ci impegniamo direttamente per costruire vie di uscita sicure per i civili.
La legge 185/1990 vieta l'esportazione di armi verso paesi in conflitto: forse il governo non è al corrente dei bombardamenti con cui da mesi l'Arabia Saudita colpisce lo Yemen?
Possibile pretende chiarezza e chiamiamo la ministra della difesa a rispondere al Parlamento italiano con un'interrogazione urgente. Chiarisca le ragioni della propria visita al governo saudita e spieghi ai cittadini italiani per quali ragioni si è resa necessaria la partecipazione del segretario generale della difesa e direttore nazionale degli armamenti, Carlo Magrassi, quali sono stati gli esiti dell’incontro bilaterale e se è da ritenersi fondata la notizia di trattative che prevedano l’invio di armamenti dall’Italia all’Arabia Saudita.
Non basta dire che qualcuno ha bombardato e altri sono morti?. La risposta è no, non basta. La guerra non è qualcosa che cade dall'alto. La guerra ha dei responsabili.
Di fronte all'orrore dei bombardamenti ad Aleppo chiediamo a gran voce che le infrastrutture, come ospedali, scuole e alcuni centri abitati non vengano presi di mira. Questo creerebbe dei luoghi sicuri dove la gente si potrebbe riparare dai bombardamenti indiscriminati.