riforma costituzionale

Pensare - pieni di sé - di poter fare tutto da soli, di poter cambiare le cose a proprio piacimento secondo le proprie intime e variabili convinzioni, ci ha portati in una situazione assurda, frutto di un'altrettanto assurda strategia politica.
Per sostenere una riforma costituzionale (per di più di un terzo della Costituzione) bisognerebbe almeno conoscerla. Nei numerosi dibattiti e incontri di questi lunghi mesi di campagna referendaria abbiamo, invece, constatato il contrario.
Siete sicuri che l’aver esteso anche alla Costituzione l’insana abitudine tipica della politica di dire tutto e il contrario di tutto in base alla convenienza del momento non sia in effetti l’unico vero cambiamento visto finora?
Il sindaco Tosi, sostenitore del Sì, spiega che sarebbe assurdo avere due Consigli comunali con maggioranze diverse, che è esattamente quel che potrebbe accadere con la riforma costituzionale.
Secondo i sostenitori del «sì» fanno ridere i sostenitori del «no». Che ovviamente piacerebbero tantissimo ai sostenitori del «sì» se solo votassero «sì». Stessa cosa varrebbe alla rovescia per alcuni sostenitori del «sì» che sarebbero oggetto di dileggio se votassero «no».
Sono cose che ripetiamo da tempo, quelle che il Financial Times scrive oggi su Matteo Renzi e sulla sua riforma costituzionale, e che evidentemente iniziano a circolare anche in Europa: ne riportiamo, tradotti, i due passaggi più significativi.
Poiché tutto il mondo è paese, penso possa essere utile raccontare qui di seguito una storia sulla piccola provincia in cui vivo, a proposito della propaganda secondo cui, come viene ripetuto in tv e scritto sui muri, "chi vuole cambiare le cose vota sì". Davvero?
Non bisogna mai perdere la tenerezza, diceva qualcuno. Né la convinzione. Non so se ci siano mucche in corridoio, elefanti a rischio eccitazione: so che bisogna votare No. Che è finita l'epoca del nì, del forse ma forse, del dipende vedremo.
Questa riforma non contiene "piccoli miglioramenti e piccoli difetti" "che si bilanciano" e che semplicemente "andranno gestiti", come scrive Barca, ma prosegue nel lento scivolamento verso la limitazione degli spazi decisionali e democratici dei cittadini, e per questo serve schierarsi e bocciarla.
Quello del prossimo fine settimana, il 16 e 17 settembre al Parco Pinocchio di Salerno, è il primo Politicamp "made in Sud": di seguito, tutte le informazioni su come arrivare e trovare una sistemazione.